I 7 Livelli di consapevolezza alimentare

Ti sei mai chiesto cosa mangi ogni giorno, come lo mangi, e soprattutto quali sono le conseguenze del cibo che mangi a livello personale e sociale?

Facendo riferimento ai trattati e ai numerosi studi del padre fondatore della Macrobiotica, René Lévy e del Professore Franco Berrino (Medico, patologo ed epidemiologo),
vorrei parlarti in questo mio nuovo articolo dei 7 livelli di consapevolezza alimentare.

Tutti noi mangiamo in modo diverso, con un tipo di attenzione diversa: c’è chi mangia per saziarsi, chi lo fa per piacere e chi come atto sacro.


Gli animali si nutrono, l’uomo mangia e solo l’uomo intelligente sa mangiare.

Jean Anthelme Brillat-Savarin

Il Professore Franco Berrino ci fornisce una chiave di lettura, sette livelli di consapevolezza alimentare nei quali ci si può facilmente identificare:

1. Livello meccanico

E’ il livello del lattante, che mangia di tutto, meccanicamente, con ripetitività, alle ore stabilite,
senza chiedersi cosa sta mangiando, senza chiedersi se ha fame o no.

Molto spesso anche noi adulti apparteniamo a questo livello e senza accorgecene mangiamo solo perchè è l’ora di mangiare!

2. Livello sensoriale

E’ il livello del bambino un po’ cresciuto, che comincia a riconoscere i gusti e a scegliere ciò che preferisce.
Questo è il livello di nutrizione della maggior parte delle persone e l’industria alimentare sa sfruttare molto bene questo aspetto. Purtroppo alimentandosi in questo modo si rischia di danneggiare la salute.
René Lévy scrisse: “Il Livello sensoriale è il livello dei venditori di piaceri, per il piacere di mangiare…con attenzione alle scelte gastronomiche. Chi vive per il piacere è giusto che muoia per il piacere!

3. Livello sentimentale

E’ il livello del bambino un po’ più grandicello che va a mangiare dalla nonna che prepara delle cose molto gustrose saporite. E’ associato all’amore alle coccole.
E’ interessante osservare che quello che mangiano i bambini nei primi anni di vita sarà qualcosa che gli piace proprio per un meccanismo fisiologico.

4. Livello intellettuale

E’ il livello dei dietologi e dei nutrizionisti, che decifrano il linguaggio del cibo in termini di calorie, di proteine, grassi, carboidrati, vitamine, antiossidanti
E’ il livello del ragazzino che va a scuola e studia il corpo umano e le sostanze di cui ha bisogno.
Questo tipo di alimentazione è molto faticosa e impegnativa e sono poche le persone che resistono ad una gestione del cibo così complessa, per non parlare del fatto che molte teorie dietetiche sono vetuste o dannose.
E’ il tipico approccio occidentale che non considera l’individuo nel suo complesso e che non punta al recupero dell’equilibrio, ma all’eliminazione del sintomo.

5. Livello ideologico

E’ il livello dell’adolescente che diventa vegano per non nuocere agli animali.
Questo livello nel suo aspetto negativo racchiude tutti gli estremi-smi, vegetarianismo, veganismo, crudismo, ma anche per esempio, i macrobiotici rigidi, che trasformano una filosofia dell’equilibrio in una prigione di ristrettezze.
Nell’aspetto positivo invece, questo livello attribuisce grande valore alla consapevolezza, alla libertà, all’emancipazione dai condizionamenti della società dell’abbondanza, del consumismo, alla scelta di un cibo semplice, pulito, giusto, prodotto senza veleni e senza distruggere l’ambiente.

6. Livello sociale

E’ il livello dell’uomo adulto. È il livello della solidarietà, della fratellanza, della consapevolezza che ogni nostra azione comporta delle conseguenze.
A questo livello cominciamo a renderci conto che le nostre scelte alimentari hanno un certo impatto a livello globale sull’economia e quindi anche sull’alimentazione degli altri esseri umani.

7. Livello supremo

E’ il livello a cui teoricamente tutti dovremmo aspirare.
Ha che fare con la gratitudine: per quello che abbiamo, per chi ci ha consentito di averlo, per i maestri, per la natura, per l’universo; con la consapevolezza che non abbiamo diritto alla salute, bensì responsabilità per la nostra salute.

In pratica significa conoscere l’energia del cibo, la stagionalità, i propri bisogni, le proprie caratteristiche, ma anche considerare la fascia climatica in cui si vive, il livello di attività fisica svolto, la propria età, il sesso, ecc

Gli appartenenti a questo livello solitamente si mettono a tavola dicendo una preghiera o facendo un cenno di ringraziamento verso la Terra, verso chi ha prodotto il cibo e verso chi lo ha cucinato, con gratitudine verso l’ordine dell’universo.
È il livello di chi è in grado di ritornare all’equilibrio.